Pedro e Esteban, due speleologi, decidono di esplorare una caverna, che si trova in un'area montuosa, e verificare il suo valore scientifico. Al loro ritorno Gabi, la fidanzata di Esteban che li stava aspettando ai piedi della montagna, è in uno stato di terrore.
Titolo originale: La noche de los girasoles (Angosto)
Nazione: Spagna, Francia, Portogallo
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 123'
Regia: Jorge Sánchez-Cabezudo
Sito ufficiale: www.filmsdistribution.com
Cast: Carmelo Gómez, Judith Diakhate, Celso Bugallo, Manuel Morón, Mariano Alameda, Vicente Romero, Walter Vidarte, Cesáreo Estébanez, Fernando Sánchez-Cabezudo, Petra Martínez, Nuria Mencía, Enrique Martínez
Produzione: ALTA PRODUCCIÓN, SL Production
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: Venezia 2006
13 Giugno 2008 (cinema)
Restarsene da soli in montagna, se si è un personaggio cinematografico, non è mai una gran bella idea. Che ci siano mostri orsi in agguato, mostri nelle grotte o qualsiasi altro malintenzionato, difficile che qualcuno ti venga a salvare. Anche se urli a squarciagola…
E così che accade anche a Gabi, moglie di uno speleologo impegnato nella visita di una grotta scoperta in un piccolo villaggio spagnolo. Ad aggredirla è un maniaco sessuale di cui, per un caso predente, parlano già i telegiornali. Fortunatamente la violenza non va a buon fine, ma innescherà comunque una serie di tragiche conseguenze in tutto il paesino…
Tenendo ferma la volontà di raccontare una storia in un periodo ben delimitato (la notte del titolo), il regista Sanchez- Cabezudo si sbizzarrisce nel mostrarci i diversi punti di vista di tutti i personaggi che parteciperanno al dipanarsi della storia (uno stile già visto ad esempio nel recente "Ore 11e14"). Narrazioni parallele che aggiungono di volta in volta sempre un pezzetto di più alla storia fino ad arrivare alla conclusione del tutto. Ma il gioco non regge, troppo di quel che viene raccontato appare inutile ai fine del racconto e così, arrivati ad un certo punto, ogni prima parte di narrazione di ogni nuovo punto di vista diventa un pegno da pagare per conoscere quei 3 minuti in più di storia che ancora non consociamo. Poco più di due di film che sembrano lunghissime, limite assai grave per quello che è strutturato soprattutto come un thriller. E non basta per giustificare il tutto l'intento di voler raccontare, con questa storia a tinte noir, la decadenza di una piccola comunità che finisce per ammazzarsi da solo vittima delle proprie superstizioni, della propria quotidianità e del male che le è attorno (simboleggiato sia dallo psicopatico, che in parte dal gruppo di speleologi): la metafora è lieve e lascia ben presto spazio alla noia. I girasoli appassiranno.
La frase: "Apri questa porta. Apri questa dannata porta. Non complicare le cose, apri la porta. Apriiiiiiiiii!!!!".
Andrea D'Addio
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