Usa/Germania: 2003
Regia: Patty Jenkins
Interpreti: Charlize Theron, Christina Ricci, Bruce Dern, Scott Wilson, Lee Tergesen
Sceneggiatura: Patty Jenkins
Produzione: Mark Damon, Donald Kushner, Sammy Lee, Clark Peterson, Charlize Theron, Brad Wyman
Distribuzione: Nexo
Genere: Drammatico
Durata: 111 min.
Sito Internet: www.monsterfilm.comDescrizione: Il film racconta in grandi linee la vita della prostituta Aileen Carol, Wuornos condannata a morte in Florida negli anni 80 per aver ucciso 7 uomini. Una storia vera che fece il giro del mondo.
Recensione
Monster, storia vera di una prostituta serial killer che fece clamore in tutta l'America durante gli anni 80, sta riscuotendo tanto successo nei box office italiani. Merito della storia o del regista? Analizzando la pelicola dalla prima scena fino all'ultima direi che è merito di entrambi, perché se da una parte la storia affascina il pubblico prendendolo per lo stomaco fino a quando non si riaccendono le luci in sala, dall'altra il merito va sicuramente a Patty Jenkis, (Regia/Sceneggiatura) che studiando a fondo la vita di Aileen Wuornos (la serial killer protagonista) attraverso numerose lettere scritte durante il soggiorno nel braccio della morte, ha saputo riportare in pellicola alcuni aneddoti importanti della sua vita cercando di far provare agli spettatori gli stessi sentimenti della stessa serial killer.
Il film, anche se fatto con una linguistica semplice ma allo stesso tempo duro e crudele (dopotutto il nuovo cinema indipendente made USA è tutto così) riesce a brillare di luce propria, soggiogando il pubblico a rimanere incollato alla poltrona.
Più che meritato, il Golden Globe e l'Oscar come migliore attrice protagonista per Charlize Theron (Aillen Wuornos), non solo per i tredici chili accumulati e il viso deformato, ma soprattuto per come ha dato vita a questo personaggio. Ottima la scelta di Christina Ricci (Selby) nell'affiancare la Theron, attrice con un intrigante carattere capace di interpretare i ruoli più originali, peccato che molti la sottovalutino.
Nel film la regista sembra far passare la serial killer come una vittima/vendicatrice della società che l'ha emarginata, ora non so se sia giusto o no, bisognerebbe osservare la pellicola in modo più metaforico. Aspetto i vostri commenti per sapere cosa ne pensate.
Vegeta81
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