Vi è mai capitato di inciampare sul cavo di alimentazione dell'alimentatore del vostro notebook e di spezzare il filo che dall'alimentatore arriva al portatile? Se vi è successo siete rimasti senza alimentazione per il vostro notebook e avete gridato aiuto. La maggior parte di chi spezza il cavo, mette mani al portafoglio e si compra un bel alimentatore nuovo. Vediamo invece come procedere per sistemarlo fai da te.
Risaldiamo il cavo sul nostro AlimentatoreSe avete spezzato il cavo ci sono due strade da percorrere, in base al punto di rottura, potete optare per la via più semplice, quella del nastro isolante per riagganciare i due fili, ma questa scelta non va bene perchè c'è il rischio che si rispezzi di nuovo.
La seconda scelta, più laboriosa è
quella di smontare l'alimentatore. Il problema principale è che questi alimentatori non dispongono di viti di smontaggio, ovvero, sono saldati a caldo, le due parti in plastica che racchiudono l'alimentatore, sono pressofuse e aprirlo diventa una vera e propria impresa.

Provate a prendere il vostro alimentatore e cercate un punto di apertura, potete anche fare leva con il cacciavite sperando di aprirlo, ma presto vi accorgerete che la plastica si rompe, si buca ma l'alimentatore non si apre.
Allora come fare? Dobbiamo cercare di aprire l'alimentatore senza danneggiare la parte interna e cercando di non spaccare la plastica per poterlo poi richiudere quando abbiamo terminato il lavoro.
Premessa:Una volta smontato l'alimentatore non vi è possibilita di chiuderlo come prima e quindi dobbiamo munirci o di colla o di nastro isolante nero per unire le due parti.
Questo tipo di lavoro deve essere effettuato da persone che hanno un minimo di dimistichezza pratica con saldatori, stagno, e qualche piccola conoscenza tecnica.
Non provate a fare questo lavoro se non ve la sentite o pensate di non riuscire nel vostro intento. Potreste farvi male o danneggiare ancora di più l'alimentatore.
Cosa ci serve?1. Forbici per tagliare il filo
2. Nastro isolante nero
3. Saldatore con stagno
4. Coltello da cucina.
5. Fonte di calore (per riscaldare il coltello)
Procediamo:Prima di tutto, controlliamo il cavo ed individuiamo il punto in cui è rotto, se la rottura è troppo vicina al connettore del portatile, occorre procurarsi un nuovo cavo. Se invece la rottura è vicina all'alimentatore e avete un buon margine di cavo, usate le forbici e tagliate il cavo proprio sulla rottura.

Come potete vedere dall'immagine, l'alimentatore è diviso in due parti e si nota la linea di divisione di entrambi i lembi.
Possiamo tagliarloTanto il vostro alimentatore ormai è inutilizzabile, rotto per rotto, possiamo tentare di recuperarlo.
Muniamoci del coltello da cucina o di qualsiasi altro coltello per poter effettuare un taglio di precisione per non rovinare la plastica e per poter permettere un riassemblamento a lavoro ultimato.
Il coltello che utilizzeremo verrà danneggiato, quindi munitevi di un coltello che poi non utilizzerete più, non rubate i coltelli alla mamma che poi si arrabbia.

Con il solo utilizzo del coltello, non possiamo aprire il nostro alimentatore, la plastica risulta essere troppo dura e l'operazione sarebbe lunga e infruttuosa. Ho quindi optato per la soluzione più immediata ma anchessa laboriosa.
Dobbiamo usare una fonte di caloreDobbiamo surriscaldare la lama per squagliare la plastica in prossimità della divisione. Per surriscaldare il coltello, ho usato direttamente il fornello del gas della cucina.

In alternativa, potete usare altre fonti di calore per rendere incandescente la lama, magari uno di quei fornelletti da campo come questo:

Poniamo la lama sulla fonte di calore e rendiamola incandescente e cominciamo a tagliare chirurgicamente la platisca, senza andare troppo in fondo.
Al suo interno l'alimentatore è ricoperto da una pellicola di alluminio rigido che serve per la schermatura, non appena scorgiamo tale schermatura, non spingiamo oltre, o danneggeremo l'involucro protettivo sotto la plastica.
Quindi qui dovete metterci impegno, tagliate piano piano la plastica, riscaldando il coltello quando si raffredda.
Dovete tagliarlo tutto, in ogni suo lato, facendo attenzione al connettore tripolare della 220v, non danneggiatelo con il coltello rovente.
Togliamo le plastiche esterneAvete tagliato tutto? Bene, adesso apriamo l'alimentatore, tirando via le plastiche esterne, ci troviamo davanti alla schermatura di alluminio che è ad incastro, basta tirare leggermente e anchessa si divide in due parti.
Eccoci giunti all'interno dell'alimentatore, non ci resta che preparare il cavo per essere risaldato sulla piastra di alimentazione.
Prima di disaldarlo, prendiamo nota delle sequenza, i cavi devono essere risaldati nella stessa identica posizione in cui li avete trovati,
facciamo attenzione a non invertire la polarità.
Muniamoci di saldatore e di succhia stagno
Quindi disaldiamo il vecchio cavo e prepariamo il nuovo per la sostituzione. Spelliamo il nuovo cavo e stagnamolo alle estremità.
Ricordandoci della polarizzazione, risaldiamo il cavo nello stesso modo in cui lo avete trovato.
Il nuovo cavo, è più corto se lo avete tagliato, e non dispone più della plastichetta pressofusa che si incastra all'alimentatore, quindi per evitare di tirarlo dobbiamo fare un nodo proprio all'interno dell'alimentatore, così che non sia in tiro una volta chiuso il tutto.
A questo punto, abbiamo di nuovo ripristinato il collegamento, riuniamo le schermature, rimettiamo il nostro alimentatore all'interno delle plastiche e diamo corrente.
Inserite il cavo nel notebook e controllate che la batteria vada in carica.
Nota Bene: Ricordatevi della polarizzazione dei fili, se sbagliate polarizzazione c'è il rischio di friggere il notebook, quindi
prestate la massima attenzione prima di collegare il notebook all'alimentatore.Se il notebook viene caricato, abbiamo appena recuperato un alimentatore, se non succede nulla, amen, abbiamo solo perso tempo e dovrete comprarvi un nuovo alimentatore.

Utilizziamo il nastro isolante per richiudere le plastiche senza abusarne, ne basta poco.
Questo lavoro può sembrare poco professionale, e difatti lo è, ma è esclusivamente fatto per evitare la spesa di 50 o 60 Euro per un nuovo alimentatore.
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